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benelli motobi 250 sport special

benelli motobi 250

All’epoca la benelli/motobi nelle cilindrate 125/175/250 sulle piste era la moto da battere.
Aveva il motore ‘a uovo’ che dava alla linea un’originalità sconosciuta alle sue concorrenti che con i loro monocilindrici verticali si assomigliavano un po’ tutte. Il telaio era una struttura scatolata in lamiera, superiore per rigidezza ai monotubo dell’epoca.
Primo Zanzani di Pesaro modificò il telaio praticamente in tutte le componenti, lasciando invariata solo la struttura centrale scatolata. I telai Zanzani all’epoca erano unanimemente considerati i migliori e venivano imitati praticamente da tutti. Vinsero tutto quello che c’era da vincere. Anche oggi è tutto un fiorire di telai ‘tipo Zanzani’ ma che nella maggior parte dei casi sono solo pallida scimmia dell’originale.
A Roma Augusto Imperiali, con la sua ‘scuderia Imperiali’ si dedicò a sua volta con grande profitto all’elaborazione ed alla partecipazione alle gare con queste moto.
Allora mi sembrava (ed era) la quintessenza della moto sportiva. Dato che il denaro scarseggiava e l’assoluta contrarietà dei miei a contribuire all’acquisto comprai una 125 usatissima, praticamente un rottame, che mi portai a casa. Letteralmente. Abitavo al quinto piano. Con amore e pazienza la rimisi a posto. Visto il successo iniziale questo uso della mia stanza come officina ebbe un seguito e furono molte le moto che salirono, e scesero, quei cinque piani di scale. Ultima una laverda 750, 240 Kg di moto!!! Come abbia fatto si può spiegare solo col fatto che avevo 20 anni e una grande passione.
Inutile dire che mia madre non la prendeva bene…
La moto conobbe varie elaborazioni, culminate con il trapianto di un motore 250 che mi diede parecchie soddisfazioni perché esteticamente il motore 250 è indistinguibile dal 125 e quindi avevo il ‘125’ più prestazionale che ci fosse in giro.
Poi fu venduta, in tempi diversi ne ebbi un’altra ecc.
Recentemente mi è capitato di comprare una benelli 250 sport special d’epoca e mi è venuto il desiderio di avere la moto ‘allo stato dell’arte’.
Ho contattato Zanzani, che seppur molto anziano ancora opera, e mi sono fatto costruire un telaio da corsa. Imperiali mi ha preparato un motore 250 come volevo: nessuna rincorsa al cv in più, oggi ridicola, ma piena sfruttabilità e linearità d’erogazione per una guida redditizia e piacevole.
Quando portai il motore da Imperiali gli chiesi semplicemente di rifarlo. Invece, da grandissimo appassionato qual era, si mise ad alleggerire tutti gli ingranaggi, montò un pistone speciale made in usa, fece un lavoro di rifinitura e messa a punto sulla base dei mille segreti che la sua immensa esperienza su questi motori gli aveva insegnato. Un’opera di altissimo artigianato.
E’ stato l’ultimo motore chiuso da Augusto Imperiali prima di lasciarci.
Una delle ultime forcelle ceriani competizione da 35 mm prodotte messa a punto da Dario di Gallo Moto, cerchi in alluminio e tutto ciò che di meglio il mercato offre con un occhio di riguardo per la coerenza storica. Unica eccezione le gomme: niente pericolosi rigatini o altre scelleratezze, ma pneumatici moderni, che in moto ci vado io e voglio stare tranquillo.
Ho portato il tutto ad Augusto Aspri, uno dei più bravi restauratori-preparatori esistenti oggi in Italia (prima faceva l’orologiaio ed ha portato tutta la meticolosità di quel lavoro nella cura con cui si occupa delle motociclette) che ha provveduto ad assemblare ed adattare tutto questo materiale. In più mi ha spostato il comando del cambio a sx perché ormai guidando moto moderne ho perso l’automatismo necessario a divertirmi in sicurezza con il cambio a dx.
Dopo mesi di appassionato e competente lavoro ne è venuta fuori una moto splendida, bellissima da guardare e da guidare.
E con molta probabilità è anche l’unica benelli 250ss dotata di telaio Zanzani da corsa con i documenti in regola per circolare su strada.
Se l’avessi avuta a 16 anni non ce ne sarebbe stato per nessuno…
Come va oggi? E’ una moto d’epoca. Provando moto d’epoca bisogna avere sempre presente che la moto più veloce e tecnologica di oggi è il cancello di domani. Quindi se giudicata con obbiettività rispetto ad un prodotto moderno il verdetto è inevitabilmente impietoso: un pericoloso cancello. Chiederle prestazioni, confort, affidabilità o tenuta di strada paragonabili ad una moto attuale vuol dire essere, nel migliore dei casi, patetici e fuori dal mondo. Ad insistere siamo già nel disagio mentale.
Se consideriamo che la benelli in questione è una moto di 50 (cinquanta!!!) anni fa quello che le si può chiedere è di essere divertente, di far vivere sensazioni diverse dal normale. E la mia 250 SS divertente lo è. Moltissimo. Il motore gira rotondo ed è pieno e grazie alla modifica fatta da Augusto Imperiali montando un carburatore a vaschetta centrale anche il passaggio è regolare. Il telaio e le sospensioni permettono di osare qualcosa sapendo che le reazioni saranno sincere e affidabili. I freni, perfettamente messi a punto da Augusto Aspri anche grazie alla leggerezza complessiva della moto sono insospettabilmente potenti.
Guidandola mi viene sempre da pensare alla passione ed all’amore per la meccanica, per le cose belle e ben fatte che le persone che l’hanno realizzata ci hanno messo. La mia benelli è la prova concreta della loro competenza e capacità.
In ordine rigorosamente alfabetico:
grazie Augusto Aspri, Augusto Imperiali, Primo Zanzani
Marco A. – all the bikes

 

fonte: http://www.troppobella.it/benelli_250_sportspecial.htm